Non posso che essere d'accordo con quanto scritto da Luca Chitarro in merito l'organizzazione dell'informazione degli spazi pubblici.
Linko l'articolo (che si commenta da sè e non ha bisogno di ulteriori spiegazioni): http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2009/07/i-dati-non-attendibili-di-trenitalia.html
domenica 26 luglio 2009
Percezioni e loro traduzione
Per i cosiddetti "normodotati" è difficile riflettere sulla percezione e sulla complessità dell'accesso alle informazioni. Si dà automaticamente per scontato che chiunque possa accedere all'informazione e che lo faccia con gli stessi canali percettivi che ci sono propri.
Quanto appena detto appare molto scontato anche se non si può negare che è altrettanto vero che ci si dimentica spesso di tutto ciò.
Linko qui di seguito, l'esperimento, anche abbastanza datato, dei subsonica e dei bluvertigo sulla percezione della musica per i non udenti. Credo che sia un ottimo punto di partenza per una riflessione sull'accessibilità e per l'immaginazione di canali alternativi di comunicazione.
http://www.youtube.com/watch?v=-K5fGaxKpuM
Quanto appena detto appare molto scontato anche se non si può negare che è altrettanto vero che ci si dimentica spesso di tutto ciò.
Linko qui di seguito, l'esperimento, anche abbastanza datato, dei subsonica e dei bluvertigo sulla percezione della musica per i non udenti. Credo che sia un ottimo punto di partenza per una riflessione sull'accessibilità e per l'immaginazione di canali alternativi di comunicazione.
http://www.youtube.com/watch?v=-K5fGaxKpuM
Etichette:
accessibilità,
bluvertigo,
discoteca labirinto,
percezione,
subsonica
domenica 5 luglio 2009
Riflessioni grazie a Le Corbusier
Sto leggendo Maniera di pensare l'urbanistica di Le Corbusier. Era tanto che lo volevo fare in quanto per sentito dire già sapevo che il suo orientamento era quello della costruzione e della città a misura d'uomo.
Architettura centrata sull'utente insomma!
Chiaramente come per qualsiasi testo è necessario contestualizzare all'epoca in cui certe idee vengono espresse e a ciò che l'autore aveva ricevuto come eredità del tempo suo precedente.
Non posso che essere d'accordo con lui quando dice che l'architettura esprime lo spirito di un'epoca. Questo concetto mi apre spunto a varie riflessioni non solo sulla società in generale ma anche sulla progettazione di artefatti che aiutano la vita quotidiana e che quindi cambiano (o perlomeno cercano) il nostro stesso modo di vivere. Normalmente è difficile "spodestare" usi comuni radicati che siano atteggiamenti o modi di costruzione. Ogni trasformazione è quindi carica di un significato sociale molto più profondo rispetto la stessa disciplina cui si applica. Vorrei ricordare, a titolo di esempio, che il postmodernismo nasce con l'architettura ma che si è esteso come pensiero alla sociologia, filosofia etc.
Le Corbusier specifica meglio il suo punto di vista quando dice che le cause della trasformazione dell'era delle macchine sono tre: l'introduzione dei calcoli di resistenza; una certa evoluzione della coscienza; il rinnovamento estetico compiutosi nelle arti figurative durante il primo ciclo dell'era delle macchine. L'era delle macchine fa riferimento all'introduzione di nuovi modi e nuove tecnologie di produzione (che successivamente passeranno alla vita quotidiana).
Il cambiamento non viene subito accettato e anzi vede nascere movimenti di opposizione che mirano a conservare uno stato di cose ritenuto sicuro perchè funzionante sino a quel momento e già testato. Inutile dire che l'introduzione di modi, tecniche e materiali generano un grande terremoto nelle relazioni e nelle vite. Si pensi al fenomeno dell'urbanesimo che ha visto il concentramento di persone in grandi agglomerati con un grosso abbassamento della (seppur già bassa) qualità di vita. Inevitabilmente questo mi fa pensare al nostro rapporto con le nuove tecnologie. Nei paesi occidentali ancora troppe persone non hanno un buon rapporto con i pc, i dispositivi mobili e con la rete. Mi vien da chiedermi che succederebbe se queste persone, ma anche io stessa che con le tecnologie ho più che un ottimo rapporto, venissero catapultate in Giappone. Non oso immaginare...
Ciò che più mi ha colpita è l'evoluzione della coscienza. Il capire l'orientamento sociale, l'accettare o meno in modo consapevole le conseguenze e il farle proprie. Interiorizzare, dunque, un (o il?) modo di pensare della propria epoca. Nelle considerazioni dell'autore (che risalgono però al 1943, si tenga sempre presente) è necessario riflettere sulla condizione dell'uomo, sul suo modo di vivere e sui suoi spazi. L'architettura e l'urbanistica si prospettano così come la scienza atta a garantire le condizioni di vita materiali e psicologiche più favorevoli all'uomo.
A suo dire, dunque, tecnica e coscienza sono i due pilastri su cui poggia l'arte del costruire. Posso aggiungerci del progettare?
La terza causa che l'autore cita (anche se a me sembra più un fenomeno di inizio cambiamento) è il rinnovamento estetico. La ricerca del plastico e quindi, oltre che del piacere estetico, anche della forma che meglio riassuma il pensiero del tempo e che si accorda col contesto fisico e culturale dell'epoca è indice dell'assorbimento della trasformazione.
Che altro dire? non mi resta che continuare con questa interessantissima lettura e sperare che mi venga voglia di scrivere le riflessioni su questo blog.
Architettura centrata sull'utente insomma!
Chiaramente come per qualsiasi testo è necessario contestualizzare all'epoca in cui certe idee vengono espresse e a ciò che l'autore aveva ricevuto come eredità del tempo suo precedente.
Non posso che essere d'accordo con lui quando dice che l'architettura esprime lo spirito di un'epoca. Questo concetto mi apre spunto a varie riflessioni non solo sulla società in generale ma anche sulla progettazione di artefatti che aiutano la vita quotidiana e che quindi cambiano (o perlomeno cercano) il nostro stesso modo di vivere. Normalmente è difficile "spodestare" usi comuni radicati che siano atteggiamenti o modi di costruzione. Ogni trasformazione è quindi carica di un significato sociale molto più profondo rispetto la stessa disciplina cui si applica. Vorrei ricordare, a titolo di esempio, che il postmodernismo nasce con l'architettura ma che si è esteso come pensiero alla sociologia, filosofia etc.
Le Corbusier specifica meglio il suo punto di vista quando dice che le cause della trasformazione dell'era delle macchine sono tre: l'introduzione dei calcoli di resistenza; una certa evoluzione della coscienza; il rinnovamento estetico compiutosi nelle arti figurative durante il primo ciclo dell'era delle macchine. L'era delle macchine fa riferimento all'introduzione di nuovi modi e nuove tecnologie di produzione (che successivamente passeranno alla vita quotidiana).
Il cambiamento non viene subito accettato e anzi vede nascere movimenti di opposizione che mirano a conservare uno stato di cose ritenuto sicuro perchè funzionante sino a quel momento e già testato. Inutile dire che l'introduzione di modi, tecniche e materiali generano un grande terremoto nelle relazioni e nelle vite. Si pensi al fenomeno dell'urbanesimo che ha visto il concentramento di persone in grandi agglomerati con un grosso abbassamento della (seppur già bassa) qualità di vita. Inevitabilmente questo mi fa pensare al nostro rapporto con le nuove tecnologie. Nei paesi occidentali ancora troppe persone non hanno un buon rapporto con i pc, i dispositivi mobili e con la rete. Mi vien da chiedermi che succederebbe se queste persone, ma anche io stessa che con le tecnologie ho più che un ottimo rapporto, venissero catapultate in Giappone. Non oso immaginare...
Ciò che più mi ha colpita è l'evoluzione della coscienza. Il capire l'orientamento sociale, l'accettare o meno in modo consapevole le conseguenze e il farle proprie. Interiorizzare, dunque, un (o il?) modo di pensare della propria epoca. Nelle considerazioni dell'autore (che risalgono però al 1943, si tenga sempre presente) è necessario riflettere sulla condizione dell'uomo, sul suo modo di vivere e sui suoi spazi. L'architettura e l'urbanistica si prospettano così come la scienza atta a garantire le condizioni di vita materiali e psicologiche più favorevoli all'uomo.
A suo dire, dunque, tecnica e coscienza sono i due pilastri su cui poggia l'arte del costruire. Posso aggiungerci del progettare?
La terza causa che l'autore cita (anche se a me sembra più un fenomeno di inizio cambiamento) è il rinnovamento estetico. La ricerca del plastico e quindi, oltre che del piacere estetico, anche della forma che meglio riassuma il pensiero del tempo e che si accorda col contesto fisico e culturale dell'epoca è indice dell'assorbimento della trasformazione.
Che altro dire? non mi resta che continuare con questa interessantissima lettura e sperare che mi venga voglia di scrivere le riflessioni su questo blog.
Etichette:
coscienza,
Le Corbusier,
progettare,
progettazione,
società
lunedì 8 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
Smontata la teoria dei neuroni specchio?
Riporto la notizia così com'è dal sito di ADNKronos
Roma - L'empatia, la concentrazione, il senso della morale, ma anche l'autismo: dipenderebbero tutti dai 'neuroni specchio'. Il condizionale e' d'obbligo, soprattutto ora che un nuovo studio mette in dubbio il ruolo giocato da questi neuroni e addirittura la loro stessa esistenza. Uno studio a firma dell'italiano Alfonso Caramazza, direttore del Laboratorio di scienze cognitive dell'universita' di Trento, con sede a Rovereto, e, prima di tornare nel nostro Paese, per 10 anni docente di neuropsicologia all'ateneo di Harvard. La ricerca e' pubblicata su Pnas.
Altro
Lo studio a firma dell'italiano Alfonso Caramazza
Italiano mette in dubbio teoria 'neuroni specchio'
ultimo aggiornamento: 03 giugno, ore 09:15
Direttore del Laboratorio di scienze cognitive dell'universita' di Trento, con sede a Rovereto, e, prima di tornare nel nostro Paese, per 10 anni docente di neuropsicologia all'ateneo di Harvard. La ricerca e' pubblicata su Pnas. Magazine» Eccellenze della creatività italiana
invia stampa
Facebook Viadeo OkNotizie Segnalo Wikio Friendfeed
Roma - L'empatia, la concentrazione, il senso della morale, ma anche l'autismo: dipenderebbero tutti dai 'neuroni specchio'. Il condizionale e' d'obbligo, soprattutto ora che un nuovo studio mette in dubbio il ruolo giocato da questi neuroni e addirittura la loro stessa esistenza. Uno studio a firma dell'italiano Alfonso Caramazza, direttore del Laboratorio di scienze cognitive dell'universita' di Trento, con sede a Rovereto, e, prima di tornare nel nostro Paese, per 10 anni docente di neuropsicologia all'ateneo di Harvard. La ricerca e' pubblicata su Pnas.
Anche la scoperta dei neuroni specchio porta la firma italiana. Negli anni '80 e '90 un'equipe dell'universita' di Parma, partendo da esperimenti sulle scimmie, ha individuato come anche alcune aree del nostro cervello, deputate a guidare il movimento, siano dotate di neuroni specchio, cellule nervose che si attivano quando compiamo una certa azione, ma anche quando, restano fermi, osserviamo un'altra persona compiere la stessa azione e ne comprendiamo le intenzioni. Vedere non e' quindi solo registrare passivamente comportamenti, ma simularli immediatamente a livello pre-conscio. La scoperta e' ritenuta dalla comunita' scientifica una delle piu' entusiasmanti e importanti delle neuroscienze. Almeno fino a ora che un altro italiano ha messo in discussione il ruolo attribuito a i neuroni specchio.
Per testare la sua teoria, contraria a quella finora accreditata - si legge su New Scientist - Caramazza e il suo team hanno studiato 12 volontari, chiedendo loro di guardare video di movimenti delle mani e, quando richiesto, di mimare gli stessi gesti. I neuroni specchio dovrebbero attivarsi quando si registra l'azione, indipendentemente se sia compiuta o solo osservata. Invece la risonanza magnetica per immagini ha mostrato che il meccanismo di adattamento dei neuroni scatta soltanto quando l'azione viene vista e poi eseguita. Non si dimostra dunque, secondo Caramazza, che i neuroni specchio svolgono davvero un ruolo funzionale nella comprensione dell'azione. I nuovi risultati colpiscono al cuore la teoria finora accreditata, scatenando la polemica con i primi autori della scoperta dei neuroni specchio.
da: http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.0.3387726980
Roma - L'empatia, la concentrazione, il senso della morale, ma anche l'autismo: dipenderebbero tutti dai 'neuroni specchio'. Il condizionale e' d'obbligo, soprattutto ora che un nuovo studio mette in dubbio il ruolo giocato da questi neuroni e addirittura la loro stessa esistenza. Uno studio a firma dell'italiano Alfonso Caramazza, direttore del Laboratorio di scienze cognitive dell'universita' di Trento, con sede a Rovereto, e, prima di tornare nel nostro Paese, per 10 anni docente di neuropsicologia all'ateneo di Harvard. La ricerca e' pubblicata su Pnas.
Altro
Lo studio a firma dell'italiano Alfonso Caramazza
Italiano mette in dubbio teoria 'neuroni specchio'
ultimo aggiornamento: 03 giugno, ore 09:15
Direttore del Laboratorio di scienze cognitive dell'universita' di Trento, con sede a Rovereto, e, prima di tornare nel nostro Paese, per 10 anni docente di neuropsicologia all'ateneo di Harvard. La ricerca e' pubblicata su Pnas. Magazine» Eccellenze della creatività italiana
invia stampa
Facebook Viadeo OkNotizie Segnalo Wikio Friendfeed
Roma - L'empatia, la concentrazione, il senso della morale, ma anche l'autismo: dipenderebbero tutti dai 'neuroni specchio'. Il condizionale e' d'obbligo, soprattutto ora che un nuovo studio mette in dubbio il ruolo giocato da questi neuroni e addirittura la loro stessa esistenza. Uno studio a firma dell'italiano Alfonso Caramazza, direttore del Laboratorio di scienze cognitive dell'universita' di Trento, con sede a Rovereto, e, prima di tornare nel nostro Paese, per 10 anni docente di neuropsicologia all'ateneo di Harvard. La ricerca e' pubblicata su Pnas.
Anche la scoperta dei neuroni specchio porta la firma italiana. Negli anni '80 e '90 un'equipe dell'universita' di Parma, partendo da esperimenti sulle scimmie, ha individuato come anche alcune aree del nostro cervello, deputate a guidare il movimento, siano dotate di neuroni specchio, cellule nervose che si attivano quando compiamo una certa azione, ma anche quando, restano fermi, osserviamo un'altra persona compiere la stessa azione e ne comprendiamo le intenzioni. Vedere non e' quindi solo registrare passivamente comportamenti, ma simularli immediatamente a livello pre-conscio. La scoperta e' ritenuta dalla comunita' scientifica una delle piu' entusiasmanti e importanti delle neuroscienze. Almeno fino a ora che un altro italiano ha messo in discussione il ruolo attribuito a i neuroni specchio.
Per testare la sua teoria, contraria a quella finora accreditata - si legge su New Scientist - Caramazza e il suo team hanno studiato 12 volontari, chiedendo loro di guardare video di movimenti delle mani e, quando richiesto, di mimare gli stessi gesti. I neuroni specchio dovrebbero attivarsi quando si registra l'azione, indipendentemente se sia compiuta o solo osservata. Invece la risonanza magnetica per immagini ha mostrato che il meccanismo di adattamento dei neuroni scatta soltanto quando l'azione viene vista e poi eseguita. Non si dimostra dunque, secondo Caramazza, che i neuroni specchio svolgono davvero un ruolo funzionale nella comprensione dell'azione. I nuovi risultati colpiscono al cuore la teoria finora accreditata, scatenando la polemica con i primi autori della scoperta dei neuroni specchio.
da: http://www.adnkronos.com/IGN/Altro/?id=3.0.3387726980
sabato 23 maggio 2009
Un nuovo paradigma: il DULP
D per Design Inspired Learning
U per Ubiquitous Learning
L per Liquid Learning Places
P per Person in Place Centred Design
Il DULP è la presa d'atto del cambiamento dei modi di apprendimento ma anche della stessa forma della conoscenza.
Un'immensa quantita di materiali informativi circolano, ci sommergono, travalicano i confini geografici e del diritto, sono più disponibili e si costruiscono "in progress" diventando così "liquidi".
Le nuove tecnologie ci consentono di condividere questo patrimonio culturale e informativo, di dargli una forma e di costruirlo con la partecipazione di altri soggetti. Tali azioni possono essere compiute praticamente ovunque grazie alla presenza di reti e dispositivi mobili. In pratica, tutto lo spazio è luogo di interazione e partecipazione. Sembra che questa trasformazione degli spazi sia soltanto al suo inizio...
Questa fruizione sta diventando sempre più naturale, integrata nelle nostre vite e al contesto che ci circonda e invisibile ai nostri occhi.
DULP 2009 è un momento di incontro che si terrà a Roma nel prossimo settembre.
http://www.mifav.uniroma2.it/iede_mk/events/dulp/index.php?s=9&a=1
U per Ubiquitous Learning
L per Liquid Learning Places
P per Person in Place Centred Design
Il DULP è la presa d'atto del cambiamento dei modi di apprendimento ma anche della stessa forma della conoscenza.
Un'immensa quantita di materiali informativi circolano, ci sommergono, travalicano i confini geografici e del diritto, sono più disponibili e si costruiscono "in progress" diventando così "liquidi".
Le nuove tecnologie ci consentono di condividere questo patrimonio culturale e informativo, di dargli una forma e di costruirlo con la partecipazione di altri soggetti. Tali azioni possono essere compiute praticamente ovunque grazie alla presenza di reti e dispositivi mobili. In pratica, tutto lo spazio è luogo di interazione e partecipazione. Sembra che questa trasformazione degli spazi sia soltanto al suo inizio...
Questa fruizione sta diventando sempre più naturale, integrata nelle nostre vite e al contesto che ci circonda e invisibile ai nostri occhi.
DULP 2009 è un momento di incontro che si terrà a Roma nel prossimo settembre.
http://www.mifav.uniroma2.it/iede_mk/events/dulp/index.php?s=9&a=1
giovedì 21 maggio 2009
Presentazione dei propri lavori
Prezi.com fornisce una modalità di presentazione carina e leggera per mostrare i propri progetti.
E' necessario iscriversi al sito ed elaborare la propria presentazione online ma a pagamento sono disponibili una serie di altre opzioni più comode.
Da provare...
E' necessario iscriversi al sito ed elaborare la propria presentazione online ma a pagamento sono disponibili una serie di altre opzioni più comode.
Da provare...
Iscriviti a:
Post (Atom)

